Fondamenti di Pedagogia Rodariana

Grazie al fondamentale apporto del professor Pino Boero è stato elaborato un documento che vuole essere punto di riferimento e punto di partenza per tutte le attività che si svolgono al Parco della Fantasia: animazioni, corsi di formazione e quant'altro. Buona lettura.

1. Ogni intellettuale è un educatore perché trasmette alla comunità una concezione del mondo. Rodari è stato un intellettuale che proprio per la sua formazione possedeva una decisa consapevolezza educativa e, attraverso gli scritti, dava testimonianza di un preciso progetto pedagogico.

2. Rodari è un pedagogista? Sicuramente sì e la sua pedagogia emerge sia da Grammatica della fantasia e da moltissime collaborazioni a riviste e giornali (in particolare “Il Giornale dei Genitori”) che dagli scritti per l’infanzia in cui, senza esibizioni, valorizza le buone prassi e mette al centro il rispetto dell'infanzia Alcuni punti del “Rodari pedagogista” appaiono molto chiari:

 Ogni bambino è soggetto attivo che conosce la realtà in cui vive e ne è parte integrante
 L’idea di infanzia che trasmette Rodari ha origini antiche, nel Romanticismo tedesco, in Fröbel ma viene inserita nel mondo contemporaneo attraverso il riconoscimento del gioco come dispositivo privilegiato di conoscenza di sé e dell’altro, come “misura” dei limiti e delle possibilità di superamento degli stessi, come spazio fondamentale di esperienza e di apprendimento
 Una cultura “adultocentrica” ha spesso condizionato l’esperienza infantile
 La creatività che entra nel processo di apprendimento non è mai intesa come semplice gioco
 La creatività è pensiero dinamico e “divergente” capace di “spostare” l’esperienza verso obiettivi sempre nuovi e diversi attraverso la parola
 Il linguaggio è fondamentale nel rapporto adulto-bambino
 Il bambino attraverso il linguaggio entra in relazione con la realtà, costruisce e modifica i propri schemi mentali
 Il linguaggio è interdisciplinare nel senso che abbraccia e dà vita a tutti i tipi di esperienza
 Rodari ha “usato” gli errori ortografici non per ridicolizzare la grammatica o dire che non si deve sbagliare, non vuole cioè abolire la grammatica, vuole sostenere invece che le regole, cioè la realtà, vanno sempre confrontate con l’esperienza verificandone la validità
 Filastrocche, giochi di parole, nonsense giocano sui ritmi e sulla musicalità che diventano componenti essenziali dei processi di apprendimento
 Se nel bambino si forma una mente critica questa sarà ben presente anche nella mente adulta
 L’attualità del pensiero pedagogico di Rodari sta proprio nella sua possibile utilizzazione contro la semplificazione della lingua e la “linearizzazione” del pensiero. L’uso (e l’abuso) della tecnologia come elemento fondativo di ogni conoscenza richiede una più forte presenza della dimensione fantastica capace di andare al di là della semplificazione, della povertà linguistica e dell’acquiescenza.


Pino Boero
Parco della Fantasia di Omegna